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Una Finestra sul Mare di G.Boselli

si può fare? Ma certo!!!!

E’ da tempo che provo a vivere questa avventura, ma a volte per mille motivi non riesco mai a mettere in atto quelle cose che mi piacciono tanto, vuoi per colpa del tempo meteorologico, vuoi per quello cronologico e per tutti gli impegni che si accavallano...c'è sempre qualcosa di prioritario che ti costringe a rimandare! ma poi mi sono detto, fisso una data e la rispetto, e cosa scelgo? La notte rosa... Voi vi chiederete ...di cosa sto parlando? E' presto detto: di un week end di 3 giorni di camping nautico in solitario ed in assoluta autonomia sul Delta del Po, a bordo del mio catamarano.

 


 

Da oggi qualcuno si divertirà a chiamarmi cast away, Robinson, o meglio "Spadoni" (che qui approfitto per salutare), ma per me questa esperienza è un modo per staccare la spina e vivere il mio catamarano e il mio mare in modo più profondo. Devo dire che la preparazione del fine settimana non è semplicissima, anche perché non e' mia intenzione andare a mangiare al ristorante del faro, né tanto meno fermarmi in qualche bagno a farmi un panino. Le vettovaglie me le porto tutte da casa, ben confezionate e sistemate, e vi assicuro che sono a prova di dieta, e visto che in questi ultimi anni mi e cresciuta un po' di panzetta, penso di avere un po' di scorte da bruciare.quindi… quale occasione migliore di questo viaggetto?

Ora vi elenco un po' di cose che mi sono servite per affrontare questa avventura.

CIBO:

- una scorta di 8 litri di acqua fatta di 4 bottiglie da 2 litri, importantissima;

- terrina di insalata di riso in contenitore ermetico;

- barrette energetiche: almeno 1 al giorno;

- grana in cubetti gran “Biraghi”;

- caffè, zucchero in busta, biscotti per colazione.

TECNICO:

- mutina corta;

- maglia lycra e scarpe di gomma;

- salvagente;

- sacca stagna piccola con 1 camme timoni, serie di grilli, copiglie, un paio di lande, chiavi inglesi, cacciavite lungo, tappi di scorta, coltello mille usi, serie di cimette di rispetto, pinze;

- carta nautica, rigorosamente plastificata con squadretta;

- tabella delle maree(importantissima)

- bussola;

- un altro coltello più importante del mille usi del tipo “Opinel”;

PERSONALE:

- tenda igloo “Ferrino” 3 posti perfettamente adattabile sul trampolino dell' hobie 16;

- un materassino autogonfiabile;

- lenzuolino "Ferrino" tecnico di copertura al materassino;

- coperta di pile leggera;

- fornelletto “Camping gaz” con moka da 1 per caffè;

- accendino, 1 cucchiaio e 1 cucchiaino;

- “Autan” (importantissimo) super-deterrente;

- felpina e maglietta notte;

- blok notes con penna;

- una buona lettura per la sera;

- una lampada per leggere la buona lettura;

- macchina fotografica per immortalare i bei momenti;

il tutto dentro il sacco stagno, e in mancanza di esso, all'interno di capienti sacchi del pattume formato famiglia, meglio uno dentro l'altro, con almeno un paio di rispetto e cinghie elastiche da porta pacchi. Mi sembra di non aver dimenticato nulla.

PARTENZA SABATO 4 LUGLIO ORE 17 CIRCA.

Un libeccio gentile mi fa scivolare dritto dritto senza fare neanche un bordo al faro; mi tengo libero dalle secche perchè pur pescando 15 cm non voglio far salire i timoni, visto che la settimana prima ho avuto un problema con uno di essi; meno lavorano le camme meglio e’. Una volta passato il faro (che e’ meta per molti), si passa alla vera avventura (che e’ meta per pochi) sul mio catamarano, così piccolo e così sensibile, in una natura che può essere cosi tremenda anche vicino a casa. Visto che è la prima volta che faccio una cosa del genere, mi affretto a trovare un posto per la notte, dato che il vento comincia a calare ed è lui la mia unica forza propulsiva.

Tutto è disabitato ai margini della sacca di Scardovari; mi fermo lì, consulto la tavola delle maree, e vedo che il culmine della alta è alle 20:40, poi tutto in discesa. Cerco di tirare il cat più in secca possibile cercando la soluzione più stabile: “ma che fatica!!”.

Vedo tra i vari tronchi abbandonati sulla sabbia delle bottiglie di plastica, e mi ricordo del rullo in plastica (salsicciotto) che usavo con mio padre per spiaggiare il nostro vecchio fly junior, e decido di fare così: mettere tante bottiglie gonfie sotto gli scafi… funziona!!! Alleviata la fatica e salvato il “Gelcoat”, comincio ad ammainare il fiocco e la randa cercando di non metterle in contatto con la sabbia.

Una volta liberato il trampolino comincio a stendere la tenda su di esso e ad infilare le stecche che le danno rigidità. Il lavoro di montaggio sullo scafo è solo questione di tempo, bisogna trovare la tecnica giusta perchè possa restare più ferma possibile; ma ne ho di tempo a disposizione quindi faccio tutto con calma.

E’ una sensazione bellissima quella di trovarsi soli, con le tue cose da fare, e un sacco di tempo davanti a te senza che nessuno ti corra dietro. Finito il montaggio posiziono tutta la mia roba all’interno, compreso il fiocco, stick e barra timone; non ci sono zanzare, strano. Mi fumo l’unica sigaretta che ho e vado ad esplorare la zona. E’ proprio bello il nostro Delta, un sacco di uccelli di ogni razza mi volano sopra la testa; se ci fosse un birds watcher si divertirebbe un sacco. Comincia a fare buio e il cielo si annuvola. Vado a letto, comodissimo. Alle due di notte mi sveglia un lampo, poi un tuono prolungato mi fa pensare che tra un po’ verrà giù il diluvio. Comincio a pensare che in una situazione del genere sono un bel parafulmine… ma poi mi tranquillizzo al pensiero che al Circolo ci sono un sacco di barche, e mai nessuna ha preso un fulmine in testa d’albero; così mi godo il temporale. Parto alla mattina di buon’ora con la brezza di terra; destinazione o Boccasette, o Porto Levante, ma ad una cert’ora il vento cala e mi trovo in bonaccia all’altezza di punta della maestra. Navigo cosi’ tutto il giorno cercando di sfruttare ogni refolo e cambio di vento. La spiaggia e’ piena di gente, nei capanni i bambini schiamazzano ed i barbecue incombono. Scappo via e torno un po’ indietro su una lingua di sabbia che divide la laguna dal mare, sono a Boccasette.

Il culmine dell’alta marea c’è alle 21:20, quindi decido di non trascinare il cat troppo in secca anche se il bagnasciuga lambisce le poppe. Questa volta le zanzare sono tante ma lo spettacolo da dentro la tenda e’ fantastico…e’ “una finestra sul mare”. Ho fatto il grandissimo errore di fare foto con la zanzariera chiusa pensando non si vedesse, e invece è venuto un tramonto a scacchetti.

Passo la notte a dormire alla grande. All’alba, davanti a me, una secca di quasi cinque metri. Agevolato dal mio mimetismo riesco a “spiare” una serie di aironi che con i loro lunghi becchi cercano cibo nella sabbia lasciata libera dalle acque. Il giochino delle bottiglie sotto lo scafo funziona perfettamente.

Il tempo davanti a me non è dei migliori e neanche il vento mi è amico perché cambia continuamente di direzione. Comincia a piovere e così, pensando al peggio, decido di fermarmi in un capanno e di portare con me le cose che possono bagnarsi, e nel frattempo, guardando verso nord non credo ai miei occhi. Un immenso cono nero, fortunatamente ancora distante da me, e il cielo che e’ color del piombo e si confonde con il mare..e’ la tromba d’aria..grande..penso la più grande che mi sia capitato di vedere da quando vado per mare. A questo punto ho un grosso dilemma: scappo o resto? Decido per la prima, anche se scappare con poco vento non mi porta di certo lontano, pero’ continuo a navigare tenendomi vicino a riva, nel caso in cui il temporale producesse altri fenomeni analoghi vicino a me.

La tromba d’aria si dissolve… ma lascia in cuor mio un po’ di inquietudine...potrei incontrarne un’altra più vicina a me. Continuo a navigare e a bestemmiare per il vento così pazzerello e così rafficato che sembra, nei suoi momenti di maggior forza, di aver un motorino che ti spinge al massimo e poi più niente. Arrivo al faro con vento NNE, orzo per far rotta sul mio amato circolo, e d’improvviso una bella serie di raffiche mi fa arrivare fin quasi a riva in 35-40 minuti (quasi da record.. eh.. gigio?)

Una volta a terra, stanco ma appagato, finisce la mia avventura. Il temporale che ho incontrato non si è mai sviluppato, e ho potuto sapere, il giorno dopo, che la tromba d’aria che avevo visto si e’ abbattuta su Chioggia, quindi lontana da me circa 15 miglia... ma che nella sua grandezza mi sembrava vicinissima. Questa storia l’ho voluta scrivere con dovizia di particolari per chi, come me, volesse provare la stessa esperienza, ed anche perchè non ci sono solo regate e gite all’isola, ma si può qualche volta vivere una piccola avventura senza andare in capo al mondo, uscendo un po’ oltre il faro e la quotidianità del Circolo. vi abbraccio tutti.

Gigi Boselli

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